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	<title>Iris Famiglia</title>
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		<title>Le montagne piemontesi adatte ai bambini</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 20:19:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iris Blog</dc:creator>
				<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[sciare]]></category>
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		<description><![CDATA[Volete sapere i luoghi dove in Piemonte potete portare in montagna i vostri bambini a sciare. Ecco, le località piemontesi dove potete stare sicuri di portare i vostri pargoli sulla neve: Artesina (Cuneo), quota 1.300 metri: 37 piste (17 facili) www.artesina.it. Oropa (Biella), quota 1.240 metri. http://neve.biellaoutdoor.it. fonte:tgcom]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://irisfamiglia.it/files/2010/06/famiglia.jpg" alt="famiglia" width="416" height="316" class="alignnone size-full wp-image-170" /></p>
<p>Volete sapere i luoghi dove in Piemonte potete portare in montagna i vostri bambini a sciare. Ecco, le località piemontesi dove potete stare sicuri di portare i vostri pargoli sulla neve:  </p>
<p>Artesina (Cuneo), quota 1.300 metri: 37 piste (17 facili)  www.artesina.it. </p>
<p>Oropa (Biella), quota 1.240 metri. http://neve.biellaoutdoor.it.</p>
<p>fonte:tgcom</p>
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		<title>Molti giovani italiani non si sposano</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 20:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iris Blog</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coppie di fatto]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[sposi]]></category>
		<category><![CDATA[convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>

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		<description><![CDATA[A quanto sembra i giovani italiani decidono sempre di più di andare a convivere invece che sposarsi. Naturalmente, molti pensano che la convivenza sia la soluzione migliore visto che ci sono molte spese minori nel caso l&#8217;unione non vada a buon fine. E voi, da che parte state?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://irisfamiglia.it/files/2010/06/famiglia.jpg" alt="famiglia" width="416" height="316" class="alignnone size-full wp-image-170" /></p>
<p>A quanto sembra i giovani italiani decidono sempre di più di andare a convivere invece che sposarsi. Naturalmente, molti pensano che la convivenza sia la soluzione migliore visto che ci sono molte spese minori nel caso l&#8217;unione non vada a buon fine. E voi, da che parte state?</p>
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		<title>Halle Berry ha iniziato una dura battaglia legale contro il suo ex</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 07:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iris Blog</dc:creator>
				<category><![CDATA[Problemi]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
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		<category><![CDATA[figli]]></category>
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		<description><![CDATA[A quanto sembra Halle Berry ha iniziato una dura battaglia legale contro il suo ex compagno Gabriel Aubry per la custodia della loro figlia. Voci vicini all&#8217;attrice fanno sapere che Halle Berry ha abbandonato persino il set di un film per stare vicino alla figlia, e vincere questa causa. Ma è giusto, secondo voi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://irisfamiglia.it/files/2011/02/halle-berry.jpg" alt="halle-berry" width="250" height="330" class="alignnone size-full wp-image-212" /></p>
<p>A quanto sembra Halle Berry ha iniziato una dura battaglia legale contro il suo ex compagno Gabriel Aubry per la custodia della loro figlia. Voci vicini all&#8217;attrice fanno sapere che Halle Berry ha abbandonato persino il set di un film per stare vicino alla figlia, e vincere questa causa. Ma è giusto, secondo voi?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marocco, alle donne piace nuovo codice famiglia</title>
		<link>http://irisfamiglia.it/2010/06/29/marocco-alle-donne-piace-nuovo-codice-famiglia/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 14:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rossella Colapietra</dc:creator>
				<category><![CDATA[donne immigrate]]></category>

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		<description><![CDATA[Le donne marocchine hanno espresso giudizi positivi sul Codice della Famiglia in vigore dal 2007, e ritengono che abbia un&#8217;influenza positiva sulla loro vita. Il nuovo codice &#8211; fortemente voluto da re Maometto VI &#8211; per la prima volta nella storia del regno sheriffiano da&#8217; alle donne alcuni importanti diritti, come quello di contrarre matrimonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://irisfamiglia.it/files/2010/06/img_g_88.jpg" alt="img_g_88" width="397" height="239" class="alignnone size-full wp-image-208" /><br />
Le donne marocchine hanno espresso giudizi positivi sul Codice della Famiglia in vigore dal 2007, e ritengono che abbia un&#8217;influenza positiva sulla loro vita. Il nuovo codice &#8211; fortemente voluto da re Maometto VI &#8211; per la prima volta nella storia del regno sheriffiano da&#8217; alle donne alcuni importanti diritti, come quello di contrarre matrimonio senza l&#8217;autorizzazione di un familiare e di scegliere liberamente lo sposo. Da un sondaggio effettuato dall&#8217;Istituto di indagini di opinione pubblica &#8216;Sunergia&#8217; e pubblicato dal quotidiano &#8216;L&#8217;Economiste&#8217;, risulta che la maggioranza delle interpellate (53%) ne esalta i &#8216;buoni risultati&#8217;. Il sondaggio e&#8217; stato condotto nelle regioni di Casablanca, Rabat, Tensift e Fes-Meknes. (AGIAFRO)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO PER LE MAMME COLPITE DA DEPRESSIONE POST PARTUM</title>
		<link>http://irisfamiglia.it/2010/06/19/trattamento-sanitario-obbligatorio-per-le-mamme-colpite-da-depressione-post-partum/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 13:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentinaliccione</dc:creator>
				<category><![CDATA[depressione post partum]]></category>
		<category><![CDATA[donne in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[picano]]></category>
		<category><![CDATA[tso]]></category>
		<category><![CDATA[vittori]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorgio Vittori (Sigo) e Antonio Picano (Ass. Strade onlus) propongono il TSO extraospedaliero per neomamme depresse, a rischio infanticidio. La procedura, precisano, consente di adottare limitazioni della libertà personale &#8220;per ragioni di cura all&#8217;interno della casa del paziente&#8221;. Un&#8217;equipe specializzata potrebbe occuparsi 24 ore su 24 delle donne con comportamenti potenzialmente omicidi, tutelando in maniera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-201" src="http://irisfamiglia.it/files/2010/06/gravidanza.jpg" alt="gravidanza" width="375" height="201" /><br />
<img class="alignnone size-thumbnail wp-image-204" src="http://irisfamiglia.it/files/2010/06/depressionepostpartum1-150x150.jpg" alt="depressionepostpartum1" width="150" height="150" /></p>
<p><strong>Giorgio Vittori (Sigo) e Antonio Picano (Ass. Strade onlus) propongono il TSO extraospedaliero per neomamme depresse, a rischio infanticidio. </strong></p>
<p style="text-align: justify">La procedura, precisano, consente di adottare limitazioni della libertà personale &#8220;per ragioni di cura all&#8217;interno della casa del paziente&#8221;. <strong>Un&#8217;equipe specializzata potrebbe occuparsi 24 ore su 24</strong> delle d<strong>onne con comportamenti potenzialmente omicidi, tutelando in maniera efficace madre e figlio. </strong>I casi che lo richiederebbero sarebbero 1.000 all&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify">Una istanza presentata al ministro della Salute Ferruccio Fazio per un intervento, imposto, che potrebbe rendersi necessario per almeno mille donne ogni 12 mesi, secondo quanto stima Strade Onlus.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>La proposta prevede che un&#8217;equipe specializzata si occupi, 24 ore su 24, </strong>delle donne «con comportamenti omicida, tutelando così sia la madre che il figlio». Arma vincente nella prevenzione e cura di questi casi psichiatrici sembra essere la <strong>diagnosi precoce</strong>. «Bisogna cogliere per tempo i campanelli d&#8217;allarme» afferma il presidente della Sigo Giorgio Vittori <strong>nel sottolineare che proprio i ginecologi possono essere «importanti sentinelle».<br />
</strong><br />
<strong>Ma quali sono i campanelli d&#8217;allarme</strong><strong>?</strong> Per gli specialisti, al primo posto si trovano <strong>episodi di</strong> <strong>ansia o depressione durante la gravidanza</strong> o una <strong>storia personale o familiare di depressione</strong> (81%). A seguire, precedenti casi di depressione post partum (78%), <strong>isolamento o condizioni</strong> <strong>socioeconomiche svantaggiate</strong> (63%) e <strong>problemi con il partner</strong> (58%).</p>
<p style="text-align: justify">Nonostante i dati che attestano la diffusione della problematica post partum, continua Vittori, il rischio di sviluppare depressione viene valutato di routine solo dal 30% dai ginecologi durante gli incontri pre-parto. Dopo, solo nel 45% delle strutture è previsto un monitoraggio delle mamme &#8220;a rischio&#8221;. E il tempo dedicato all&#8217;informazione prima della dimissione è inadeguato per il 72% dei ginecologi. Dati che la Sigo ha raccolto nel corso di un&#8217;indagine promossa fra i propri soci.</p>
<p><strong>Su questa base, la Società scientifica ha attivato, nel 2008, &#8220;Non lasciamole sole</strong>&#8220;, una <strong>campagna nazionale con l&#8217;obiettivo di costruire una rete di protezione per tutelare soprattutto le donne più fragili</strong>. La donna affetta da depressione post partum «non può essere trattata come una qualsiasi criminale» afferma il presidente dell&#8217;associazione Strade, Antonio Picano.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;impulso di eliminare il proprio figlio, continua, «è purtroppo un sintomo tipico e ben conosciuto. Si tratta di una forza estranea alla volontà della persona, contro la quale la donna depressa lotta strenuamente e di cui si vergogna profondamente. </p>
<p style="text-align: justify">Non può comunicare a nessuno i suoi pensieri, in particolare al marito, ma anche la mamma o la sorella vengono tenute all&#8217;oscuro di questo dramma.</p>
<p style="text-align: justify">Oggi non esiste una protezione reale per il bambino e per la donna.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Favorevoli e contrari.</strong> <strong>Il Comitato nazionale di bioetica, in un parere del 2005</strong>, non ha menzionato esplicitamente il Tso, ma ha sottolineato la necessità di una assistenza specifica che coinvolga la struttura pubblica e miri a una prevenzione efficace; raccomandando inoltre la «sensibilizzazione della figura paterna e dei familiari sia durante la gestazione che dopo il parto». <strong>Mentre secondo il Moige</strong> &#8211; Movimento Italiano Genitori il Tso è «una soluzione estrema»; quando «è necessario offrire a queste mamme in difficoltà una maggiore assistenza». È <strong>invece «</strong>fermamente contraria<strong>» </strong>Maria Burani Procaccini, <strong>già presidente della Commissione Bicamerale</strong> Infanzia e membro dell&#8217;esecutivo del Movimento Bambino, all&#8217;uso del Trattamento sanitario obbligatorio, «pensarlo come fatto risolutivo è una cosa semplicemente assurda &#8211; afferma &#8211; se dietro non c&#8217;è un lavoro preventivo».</p>
<p style="text-align: justify">Si evince dunque, la necessità di attuare un lavoro preventivo, per sensibilizzare le famiglie sul processo della gravidanza, ed assistenza continua e positiva, nel momento delicato,ma allo stesso tempo irripetibile, in cui le donne partoriscono i loro piccoli.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>UN APPELLO ALLE FAMIGLIE: LIMITATE L’USO DEL COMPUTER AI BAMBINI AL DI SOTTO DEI 9 ANNI, NUOCE ALLA SALUTE…..</title>
		<link>http://irisfamiglia.it/2010/06/18/un-appello-alle-famiglie-limitate-l%e2%80%99uso-del-computer-ai-bambini-al-di-sotto-dei-9-anni-nuoce-alla-salute%e2%80%a6/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 18:33:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentinaliccione</dc:creator>
				<category><![CDATA[uso del personal computer ai bambini sotto ai 9 anni]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
		<category><![CDATA[pc]]></category>
		<category><![CDATA[royal society of medicine]]></category>
		<category><![CDATA[sigman]]></category>
		<category><![CDATA[società psicologica inglese]]></category>

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		<description><![CDATA[A Londra, l&#8217;ultimo studio della Società Psicologica Inglese, mette ancora più in allarme i già ansiosi genitori britannici: da quanto riporta la ricerca sull&#8217;uso del personal computer da parte dei bambini al di sotto dei 9 anni, proposta dallo psicologo Sigman, potrebbe arrecare danni allo sviluppo celebrale del bambino. &#8220;Se usato prematuramente &#8211; si legge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-194" src="http://irisfamiglia.it/files/2010/06/bambinoalpc3-300x195.jpg" alt="CB107182" width="300" height="195" /><br />
<img class="alignnone size-thumbnail wp-image-195" src="http://irisfamiglia.it/files/2010/06/bambini-al-computer2-150x150.jpg" alt="bambini-al-computer2" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>A Londra, l&#8217;ultimo studio della Società Psicologica Inglese, mette ancora più in allarme i già ansiosi genitori britannici: da quanto riporta la ricerca sull&#8217;uso del personal computer da parte dei bambini al di sotto dei 9 anni, proposta dallo psicologo Sigman, potrebbe arrecare danni allo sviluppo celebrale del bambino</strong>. &#8220;Se usato prematuramente &#8211; si legge nel rapporto &#8211; il pc potrebbe compromettere le abilità di lettura e calcolo e dare al bambino una percezione virtuale della realtà&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La Royal Society</strong><strong> of Medicine</strong> è intervenuta immediatamente e ha chiesto in via ufficiale al governo nuove regole restrittive sull&#8217;uso degli apparecchi elettronici e sulla navigazione via web, per i bambini della prima infanzia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Secondo il dottor Sigman, l&#8217;uso anticipato del computer costituirebbe una vera e propria inibizione allo sviluppo delle funzioni celebrali primarie.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Sigmanha formulato la tesi, secondo cui i bambini al di sotto dei 9 anni, non devono assolutamente utilizzare i PC. &#8220;<strong>Il cervello nei primi anni di vita deve fare esperienze tridimensionali, reali che stimolino la curiosità. </strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>I bambini hanno bisogno di sentire, toccare, vedere e spostare le cose reali, per educare la loro infrastruttura neurologica e cognitiva</strong>. Per questo le nuove tecnologie devono essere introdotte con giudizio in età successive, idealmente a 9 anni.</p>
<p style="text-align: justify">Ma è già polemica per i risvolti politici della ricerca della <strong>British Psycho Society</strong>: i risultati dello studio sono stati resi pubblici quasi contemporaneamente <strong>alla proposta laburista del Nappy</strong> <strong>Curriculum</strong>, un&#8217;iniziativa che punta a insegnare l&#8217;uso del pc ai bambini sotto i sei anni.</p>
<p style="text-align: justify">Mamme e papà fate fare ai vostri bimbi un uso sano e saggio del computer&#8230;.., che rispetti loro in primis e che li porti a crescere, attraverso il loro lavoro principale: il gioco.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>FAMIGLIE ITALIANE E DONNE IMMIGRATE AL CONFRONTO, PER UNA MAGGIORE CONSIDERAZIONE SOCIALE</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 18:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentinaliccione</dc:creator>
				<category><![CDATA[associazioni cattoliche]]></category>
		<category><![CDATA[donne immigrate]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione tra famiglie italiane e colf]]></category>
		<category><![CDATA[acli]]></category>
		<category><![CDATA[badanti]]></category>
		<category><![CDATA[colf]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie italiane]]></category>
		<category><![CDATA[ministero del lavoro e delle politiche sociali]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; l&#8217;iniziativa delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, finanziata con il Fondo per l&#8217;inclusione sociale degli immigrati &#8211; anno 2007 &#8211; del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, i cui risultati verranno presentati domani &#8211; giovedì 17 giugno &#8211; a Roma, dalle ore 10.00 alle 17.00, presso la Residenza di Ripetta in Via di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-181" src="http://irisfamiglia.it/files/2010/06/badante.jpg" alt="badante" width="500" height="370" /><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-182" src="http://irisfamiglia.it/files/2010/06/colf.jpg" alt="colf" width="305" height="294" /></p>
<p>E&#8217; l&#8217;iniziativa delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, finanziata con il Fondo per l&#8217;inclusione sociale degli immigrati &#8211; anno 2007 &#8211; del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, i cui risultati verranno presentati domani &#8211; giovedì 17 giugno &#8211; a Roma, dalle ore 10.00 alle 17.00, presso la Residenza di Ripetta in Via di Ripetta 231; <strong>Una campagna nazionale di informazione per ricordare agli italiani che quello delle &#8220;Colf: non è un gioco&#8221;, ma un mestiere che merita considerazione sociale e soprattutto rispetto dei diritti delle lavoratrici domestiche</strong>.</p>
<p><strong>Un progetto sperimentale di promozione e inclusione sociale delle donne immigrate impegnate come assistenti familiari, che ha coinvolto insieme lavoratrici, anziani e famiglie</strong>. Un percorso di formazione per colf extracomunitarie, svolto nelle province di Napoli, Roma e Udine, con corsi di italiano, informatica, parainfermieristica, gestione del rapporto di lavoro e autoimprenditorialità.</p>
<p>«Nel nostro Paese &#8211; spiegano le Acli &#8211; decine di migliaia di anziani vengono accuditi da donne straniere, comunitarie e non, che lavorano come assistenti familiari. È un servizio alla famiglia che viene svolto quotidianamente nel silenzio delle mura domestiche da donne che hanno lasciato la propria famiglia per assisterne un&#8217;altra. È un servizio, ma anche un lavoro, spesso non riconosciuto come tale, che interessa e coinvolge la sfera affettiva e che arriva a volte a cancellare il confine che separa il rapporto lavorativo dal rapporto affettivo, creando situazioni difficili da gestire soprattutto per la donna lavoratrice».</p>
<p><strong>Obiettivo del progetto delle Acli era «sperimentare</strong> <strong>una via nuova all&#8217;inclusione sociale</strong> per le lavoratrici domestiche, che migliorasse la qualità delle relazioni e le condizioni di vita, prevedendo capacità e <strong>professionalizzazione per l&#8217;assistente familiare, consapevolezza e informazione per la famiglia</strong>».</p>
<p>I risultati delle sperimentazioni verranno presentati a Roma nella giornata di domani. In mattinata, Maurizio Ambrosini, docente di sociologia dei processi migratori alla Statale di Milano, proporrà un  su&#8221;immigrazione e accesso al welfare in un paese che cambia&#8221;; Cristina Mazzacurati, docente all&#8217;università di Padova, Master in Studi Interculturali, parlerà di &#8220;lavoro di cura e integrazione familiare&#8221;. Per il ministero del lavoro e delle politiche sociali, ci sarà Alessandro Lombardi, della direzione generale dell&#8217;Immigrazione. Per le Acli interverranno tra gli altri Lidia Borzì, responsabile della funzione progettazione, innovazione sociale e politiche della famiglia; Raffaella Maioni, responsabile nazionale delle Acli Colf; quindi il presidente nazionale delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani Andrea Olivero.</p>
<p>Nel pomeriggio, dalle ore 14.30, testimonianze ed esperienze di donne immigrate, famiglie e anziani coinvolti nel progetto. &#8220;Ero insegnante di Russo da oltre 20 anni. Desideravo leggere in lingua originale la Divina Commedia. Non immaginavo certo di finire a lavorare come badante&#8221; (Anna). &#8220;Frequentando il corso mi sono sentita accettata e riconosciuta anche in questa mia vita nuova&#8221; (Olga). &#8220;Ho imparato meglio la lingua italiana, la storia italiana, la geografia, la Costituzione italiana, e sono anche cresciuta professionalmente. Grazie alla vostra attenzione mi sento non come una straniera, ma mi sento a casa mia. L&#8217;Italia per me è una seconda casa&#8221;</p>
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		<title>IL TESTO ALLA CAMERA DICE:CONGEDO OBBLIGATORIO PER I NEOPAPA’</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 19:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentinaliccione</dc:creator>
				<category><![CDATA[congedo obbligatorio per i neopapà]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro e famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[alessia mosca]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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		<category><![CDATA[proposta di legge]]></category>
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		<description><![CDATA[Una proposta di legge è stata  presentata per garantire quattro giorni di congedo obbligatorio a tutti i neopapà. L&#8217;Italia si allinea con il resto dell&#8217;Europa, dunque, anche se quattro giorni sono ben lontani dai 30 svedesi o gli 11 francesi. Infatti solo il quattro percento dei padri italiani richiede il permesso facoltativo dopo la nascita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-175" src="http://irisfamiglia.it/files/2010/06/padreefiglio.jpg" alt="padreefiglio" width="400" height="319" /><br />
<img class="alignnone size-thumbnail wp-image-176" src="http://irisfamiglia.it/files/2010/06/neopapa-150x150.jpg" alt="neopapa" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Una proposta di legge è stata  presentata per garantire quattro giorni di congedo obbligatorio a tutti i neopapà</strong>. <strong>L&#8217;Italia si allinea con il resto dell&#8217;Europa</strong>, dunque, anche se quattro giorni sono ben lontani dai 30 svedesi o gli 11 francesi.</p>
<p style="text-align: justify">Infatti solo il quattro percento dei padri italiani richiede il permesso facoltativo dopo la nascita di un figlio, mentre la maggior parte è obbligato prendere le ferie o a trovare un po&#8217; di tempo nei momenti di pausa.</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify">Se i disegni di legge presentati alla Camera da<strong> Pd e Pdl </strong>completeranno positivamente l&#8217;iter parlamentare, i neopapà non potranno esimersi dal prendere quattro giorni di congedo subito dopo la nascita del bambino.<strong> I giorni di congedo saranno retribuiti per intero: dalle aziende per i dipendenti, dal sistema previdenziale per gli autonomi.</strong></p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify"><strong>Alessia Mosca &#8211; autrice della proposta del Pd</strong>, firmata da 25 deputati &#8211; spiega che &#8220;l&#8217;Europa ci impone di portare a 65 anni l&#8217;età pensionabile per le donne, ma è opportuno riequilibrare anche un altro pezzo della vita, e cioè la cura dei figli che non può essere a carico solo delle mamme&#8221;. L&#8217;obiettivo &#8211; come precisa <strong>Barbara Saltamartini, autrice del testo Pdl</strong> firmato da 36 deputati &#8211; &#8220;è passare dalle pari opportunità alle pari responsabilità. E quindi pensare non alla tutela delle donne, ma a un sistema che consenta alla famiglia di organizzarsi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify">Le due proposte di legge sul &#8220;congedo di paternità obbligatorio&#8221; trovano il pieno sostengo della deputata del Pdl <strong>Viviana Beccalossi</strong>, per la quale &#8220;di fronte alla volontà dei padri di partecipare in modo sempre più attivo alla crescita dei figli, il congedo obbligatorio non può che essere accolto favorevolmente. E&#8217; ora di mettere fine al tabù che vuole le donne occuparsi della famiglia, e gli uomini del lavoro<strong>. Restare a casa non sarà più solo una possibilità, come già oggi consentito dalla legge sul congedo parentale, ma un obbligo</strong>&#8220;.</p>
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		<title>FAMIGLIA NUMEROSA,MA QUANTO CI COSTA?</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 18:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentinaliccione</dc:creator>
				<category><![CDATA[famiglia con figlio unico]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie numerose]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro e famiglia]]></category>
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		<category><![CDATA[figlio unico]]></category>
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		<description><![CDATA[Avete sempre sognato una Famiglia numerosa? E quando siete diventate donne il vostro sogno è diventato realtà o, fatti i conti con la vita, avete dovuto ridimensionarlo? Capita infatti, che il desiderio di avere molti figli, non possa essere realizzato perchè la vita pone,diversi tipi di ostacoli,fra i quali,uno di questi: PROBLEMI DI INFERTILITA&#8217; DELLA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-170" src="http://irisfamiglia.it/files/2010/06/famiglia.jpg" alt="famiglia" width="416" height="316" /><br />
<img class="alignnone size-thumbnail wp-image-171" src="http://irisfamiglia.it/files/2010/06/famiglieconfigliounico-150x150.jpg" alt="famiglieconfigliounico" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: justify">Avete sempre sognato una Famiglia numerosa? E quando siete diventate donne il vostro sogno è diventato realtà o, fatti i conti con la vita, avete dovuto ridimensionarlo? Capita infatti, che il <strong>desiderio di avere molti figli,</strong> non possa essere realizzato perchè la vita pone,diversi tipi di ostacoli,fra i quali,uno di questi: <strong>PROBLEMI DI INFERTILITA&#8217; DELLA COPPIA.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Un tempo infatti, erano gli strati più svantaggiati della popolazione a mettere il mondo un maggior numero di figli (e non certo perchè li cercassero), oggi invece, la tendenza si è completamente ribaltata e avere una famiglia numerosa, è diventata la prerogativa dei ceti sociali più abbienti.Insomma, chi mette al mondo figli, deve essere in grado, di mantenerli e non solo economicamente.</p>
<p style="text-align: justify">Se infatti star, politici e professionisti affermate possono, permettersi di acquistare in quantità,anche esagerata e superflua, tutto ciò che occorre per tirare su degnamente tre o quattro figli, dai pannolini ai giocattoli, lo stesso non può dirsi per le mamme casalinghe, o per coloro che hanno un impiego normale. Meno che mai se i pargoli vengono al mondo a pochi anni di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro.Se infatti i vestitini, possono essere in parte ereditati, occorre comunque provvedere ex novo,<em> </em>all&#8217;<em>acquisto di, pannolini, omogeneizzati, latte in polvere, ciucci, biberon e, con il tempo, giocattoli, attrezzature scolastiche e così via</em><em>.</em> Per non parlare poi della difficoltà enorme che comporta per le <a href="http://www.tuttomamma.com/mamme-lavoratrici-in-italia/7167/"></a>mamme lavoratrici, il doversi fare carico di tutta la routine domestica e della cura dei piccoli, senza poter contare quasi su nessun aiuto, che non sia quello della mamma, del marito o, quando va bene, di una collaboratrice domestica, una volta a settimana, al contrario delle più benestanti, che possono sempre contare su <strong>baby sitter</strong> e <strong>collaboratrici domestiche</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Tutte queste motivazioni,inducono l&#8217;Italia,ad essere  il paese dei figli unici, o quasi.</p>
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		<title>ASSOCIAZIONI CATTOLICHE:LAVORO E FAMIGLIA</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 12:23:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentinaliccione</dc:creator>
				<category><![CDATA[associazioni cattoliche]]></category>
		<category><![CDATA[Incentivi]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro e famiglia]]></category>
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		<category><![CDATA[compagnia delle opera Campania]]></category>
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		<category><![CDATA[giugno 2010]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento Cristiano Lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[stazione maritttima]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giorno 9 giugno 2010 alle ore 17.00 presso il Palazzo dei Congressi della Stazione Marittima di Napoli,è stato presentato il &#8220;Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro&#8221;, costituito da ACLI, Compagnia delle Opere Campania, Cisl, Confcooperative e Movimento Cristiano Lavoratori. La famiglia al centro dei processi sociali, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-164" src="http://irisfamiglia.it/files/2010/06/convegno-forum-famiglie4.jpg" alt="convegno-forum-famiglie4" width="294" height="235" /><br />
<img class="alignnone size-thumbnail wp-image-165" src="http://irisfamiglia.it/files/2010/06/lavoro_e_famiglia1_13-150x150.png" alt="lavoro_e_famiglia1_13" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>giorno 9 giugno 2010</strong> alle ore 17.00 presso il <strong>Palazzo dei Congressi della</strong> <strong>Stazione Marittima di</strong> <strong>Napoli,è stato presentato il &#8220;Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro&#8221;, costituito da ACLI, Compagnia delle Opere Campania, Cisl, Confcooperative e Movimento Cristiano Lavoratori.</strong></p>
<p style="text-align: justify">La<strong> famiglia </strong>al centro dei processi sociali, come elemento di riequilibrio, ma anche supporto fondamentale in un momento di <strong>crisi di valori</strong>. <strong>Sul tema &#8220;LAVORO E FAMIGLIA,Quali prospettive per il futuro del nostro territorio?&#8221;</strong> si sono confrontate, nel palazzo del congressi <strong>della Stazione Marittima, le associazioni cattoliche.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Presentati e discussi due aspetti prioritari: l&#8217;intervento<strong> per la salvaguardia delle risorse umane e produttive del mondo del lavoro e l&#8217;attuazione di interventi per le famiglie.</strong><br />
I membri del Forum si fanno dunque promotori di politiche sussidiarie che favoriscano la crescita umana e professionale dei <strong>giovani</strong>, contribuendo a creare un clima do <strong>solidarietà e coesione sociale</strong>.<br />
Tra gli intervenuti al tavolo dei relatori, il sindaco di <strong>Napoli Rosa Russo Iervolino</strong>, il portavoce del Forum, <strong>Natale Forlani</strong> e il professor <strong>Gennaro Ferrara</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Le associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro hanno colto l&#8217;appello di <strong>Papa</strong> <strong>Benedetto XVI</strong> alla classe dirigente che si ispira alla <strong>Dottrina sociale della Chiesa</strong>, affinché a livello personale e collettivo si rafforzino e rendano visibili i loro impegni in favore di una <strong>rinascita</strong> <strong>morale, economica e sociale del Paese.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Dare <strong>centralità alle persone</strong>, <strong>rispettare il lavoratore</strong>, per creare le nuove basi per un diverso ciclo di <strong>sviluppo sostenibile</strong>, più <strong>aperto e solidale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;obiettivo del Forum, si è posto,come elementi centrali, di mettere a fuoco due priorità: intervenire per <strong>salvaguardare e potenziare il patrimonio di risorse umane e produttive del mondo del lavoro</strong> e predisporre <strong>interventi in favore delle famiglie</strong>, come premessa di una <strong>nuova domanda di</strong> <strong>servizi e occupazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Siamo convinti che sia necessario un grande rinnovamento culturale per riconoscere valori di fondo su cui costruire un futuro migliore e realizzare politiche sussidiarie che favoriscano l&#8217;educazione e la valorizzazione di ciò che di positivo c&#8217;è, contribuendo alla crescita umana e professionale dei giovani&#8221; &#8211; dichiarano i rappresentanti delle associazioni del Forum.</p>
<p style="text-align: justify">Ospiti della giornata, S.E. R.ma Card. Crescienzio Sepe- Arcivescovo Metropolita di Napoli, l&#8217;On. Rosa Russo Iervolino- Sindaco di Napoli, On. Luigi Cesaro &#8211; Pres. Della Provincia di Napoli, On. Stefano Caldoro &#8211; Presidente Regione campania, Alfonso Ruffo &#8211; Direttore &#8220;Il Denaro&#8221;, Natale Forlani &#8211; Protavoce Nazionale del Forum, Pasquale Orlando &#8211; Presidente Acli, Gianpiero Tipaldi- Segretario generale Cisl Napoli, Salvatore Del Monaco- Presidente Compagnia delle Opere, Ferdinando Flagiello- Presidente Confocooperative Napoli, Michele Cutolo &#8211; Presidente Prov. MCL, Mario Di Costanzo- Direttore della Consulta delle aggregazioni laicali.</p>
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